Cattolici 2.0

Ma sono davvero così? Non capisco, lo giuro. Sono in difficoltà. 

E’ davvero questo il volto del cattolicesimo 2.0? Uomini e donne che ingrossano le file dei convegni sulla ‘famiglia naturale’, ma fanno spallucce per quelle che vengono inghiottite dalle onde? Millantano la minaccia dell’invasione islamica, si fomentano con l’ultima Fallaci, e difendono a spada tratta la Meloni o Salvini? 

Ma davvero?

Una genia di persone tutte uguali – ma sarà pure la distorsione quantistica dell’osservatore -, più laici che consacrati, (un altro motivo di sconforto), che adottano pattern comportamentali passivo aggressivi: dicono e scrivono cose aberranti, sono social-iperattivi, ma poi tirano indietro la manina quando il cristallo è rotto. Parlano di ‘pensiero unico’, di ‘eterofobia’, vedono cospirazioni ovunque, ma è probabile che se un povero Cristo (sì, proprio quello lì) si presentasse alla porta l’accuserebbero d’essere un fantoccio di Soros. Vescovi che difendono l’operato dello Spirito Santo se da un Conclave esce un ‘Papa amico’, tipo un modello polacco o tedesco, ma invocano l’Angelo della morte se arriva dal Sudamerica.

Sono allibito.

Facinorosi, suscettibili, faziosi, antipatici (da intendersi come ‘anti-empatici’), sciorinano le peggiori fesserie con la tracotanza dei fatti incontrovertibili. Sono documentati su tutto, parlano di tutto, capiscono tutto (quanto ad atteggiamento dogmatico va detto, a parziale discolpa, che hanno avuto dei buoni maestri), senza ritegno, senza il minimo sospetto che magari agli interlocutori importasega dei loro minuscoli ego battaglieri.

Sono omofobi e non per le cose aberranti che dicono, condite di tautologie e becero cameratismo – ché le dicono eccome – ma perché gli importa nulla delle persone che le ricevono.

Cercano la rissa, soffiano come gatti inseguiti, camminano con la freccia di Pandaro eternamente incoccata alla ricerca dell’incidente diplomatico che, si auspicano, li renderà meritevoli del martirologio del leader squadrista di turno.

Applaudono l’umanità idrofoba e rancorosa che affiora dagli scritti di Costanza Miriano o Mario Adinolfi, per poi recriminare contro Bergoglio se l’emorragia dei credenti in Italia pare non aver fine. Coerentemente con un quadro paranoide, sono pronti a scagliare le colpe, qualsiasi colpa, sui propri avversari. Vivono una rappresentazione – si direbbe – della fede, fondata sull’inimicizia e sulla altrui colpevolizzazione preventiva.

Sono cattivi.

Ecco, SE questi sono il volto della nuova evangelizzazione, se sono costoro i credenti che meglio interpretano il verbo di Cristo, allora IO ho un problema.