Lamento per M

Alla fine cosa resta?
le pietraie di giorni duri,
i minuti come ghiaia
le clessidre di tempesta

 
Ci fu un tempo per la guerra
la pioggia ferisce, il vento sfinisce
sotto un cielo di fango
ci piegammo solo alla terra

 
Che rimane di quei giorni,
sponde liquide e ricordi
come fumo tra le nebbie
troppe le andate, pochi i ritorni

 
Non il tempo, né le vittorie
o sconfitte e delusioni
sono righe sulla sabbia,
solo graffi le nostre storie

 
Cos’era falso, e cosa reale
un calendario di farfalla
poiché basta anche solo un istante
per capire ciò che davvero vale

 
E così compagno vero, amico mio
questo è tempo del congedo
il momento di slacciarsi
e di stringersi nell’Addio

 
Terrò strette tra le dita
i ricordi e le parole
anche ora che giunge pace
perché infine guerra è finita

 
Sopra lombi di cemento
si levarono le stelle
acqua guarisce, il suo refolo lenisce
nella notte senza più vento

 

Ora sei in un altro Altrove
la tua casa tutta nuova
un rifugio silenzioso
ove le cose ritornano nuove

 
Dove piovono miracoli,
non ci sono più colpevoli
la luce appassisce, la sua ombra fiorisce
alle spalle son’ormai gli ostacoli

 
Mentre l’istante ultimo si scuce
soppesiamo ogni respiro
noi che vibriamo d’inquietudine
mentre tu già vedi la Luce