
Una foto sgualcita
Di quando sorridemmo
Senza sapere
Che novembre
ci aspettava
Dove novembre
Ci portava
Dietro le imposte,
Sotto i lampioni
Steli conficcati
Nella pelle rugosa
Di quei giorni
Di Novembre
Correva il tram divaricato
Tra rotaie di cipressi
E castagni
Dove si danno appuntamento
Le foglie
Cadute
Gli amori
Non amati
Le parole soffocate
In fondo alle tasche
Di Novembre
Ricordo i tuoi capelli
Ragnatele di vento,
sul cuscino mentre
Mi guardavi,
(come mai fui guardato)
E mi dicesti che non sapevi
Ma sapevamo
Ch’era tempo di Novembre
Tenevi il capo chino,
Ti saresti scusata, se
Lo avessi consentito
Come un bimbo che barcolla sotto
Il peso di una cartella
Troppo pesante
E’ così tanto ciò che mi hai dato
Così niente ciò che ti ho restituito
Dicevi che non volevi
Non potevi,
Ma Novembre è arrivato
Quando ti portai a casa
In auto, parcheggiati
Nel capillare della città
Ci dicemmo
Che nulla sarebbe cambiato,
Che per sempre…
Come se Novembre non fosse,
Ma
Non valeva per entrambi,
Perché il mio era sceso
Dai rami spogli, dai vetri opachi
E (solo) a me,
Sarebbe stato l’unico sempre
Novembre