Mia madre l’Oca

Come tu guardi le cose, io sono lì, vibro nell’istante, sono fatto di occhi…

Tu fai le cose che guardi. con travolgente tenerezza Guardami ancora Guardami Ora

Loro non sanno del tuo sguardo (come potrebbero?)

E io resto qui solo con un sigillo sul mio cuore segreto

Scendi giù ancora più giù ancora una volta oltre il limite oltre la memoria…

giù, giù fino in fondo ove il ricordo è dolore

nel travaglio che fa dense le cose

Chi ero… chi lo ricorderà?

E allora quando davvero non puoi andare oltre

il dolore è insostenibile

vai ancora un passo avanti

un solo passo ancora un respiro

spingiti oltre verso occhi innocenti che sappiano guardare come tu mi hai guardato

oltre quella soglia dove il respiro appanna i cieli

le lacrime si spengono nelle fucine delle stelle

e diventano diamanti, dove le anime tornano carne e sangue, e i bambini giocano con i lupi.

Ti ricordi?

Il fondo dell’essere,

il fondo delle cose.

il fondo del fondo è dentro un abbraccio

C’è un luogo dove tutto può essere nuovo di nuovo

e dove tutto ancora una volta può accadere.

L’innocenza dietro una colpa.

Dio dietro ad una risata di bimba

la Bellezza in un affanno.

Non cercarmi tra le foglie morte,

sono nella vita.

Ora sì.

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